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giovedì 24 gennaio 2013

Paypaljob.blogspot.com: L’11 per cento dell’e-commerce negli Stati Uniti passa dal telefono

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L'11 per cento dell'e-commerce negli Stati Uniti passa dal telefono
Jan 24th 2013, 08:00

Nel 2012 gli acquisti effettuati negli Stati Uniti tramite dispositivi mobili hanno rappresentato l'11 per cento del totale delle vendite e-commerce, così come ha rivelato un recente studio della società di ricerche di mercato eMarketer. I dati mostrano che i consumatori americani hanno speso 25 miliardi di dollari attraverso transazioni mobili nel periodo in esame, un dato in crescita dell' 81 per cento rispetto al 2011. Oltre ai social networking, ai giochi e all'emailing, lo shopping è diventato una delle attività esercitate più spesso attraverso i dispositivi mobili. Gli esperti prevedono che l'm-commerce arriverà a rappresentare il 15 per cento delle vendite e-commerce del 2013 e che, nel 2016 questa cifra dovrebbe raggiungere il 27 per cento, ovvero 87 miliardi di dollari di questa torta.

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mercoledì 23 gennaio 2013

Paypaljob.blogspot.com: Anche il Financial Times passa (in parte) al digitale

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Anche il Financial Times passa (in parte) al digitale
Jan 23rd 2013, 14:00

Da gennaio ci sta provando il Newsweek che ha sospeso le edizioni cartacee acquistabili nelle edicole ed è passato a una versione esclusivamente digitale: la nuova pubblicazione on-line si chiama Newsweek global ed è un'edizione valida per tutto il mondo ad accesso possibile solo con il pagamento di un abbonamento. Ora ci prova anche il Financial Times ma, come scrive il suo direttore Lionel Barber in una lettera ai giornalisti, la rivoluzione sarà parziale: "Dobbiamo renderci conto che lavoreremo in primo luogo per una piattaforma digitale, e solo in seconda battuta per un giornale di carta". Il piano, secondo i calcoli, dovrebbe portare a un risparmio di 1,6 milioni di sterline solo nel 2013. Come spiega Il Fatto Quotidiano, per il Financial Times "adattarsi alle nuove esigenze dei lettori è questione di sopravvivenza. Le abitudini di fruizione stanno cambiando rapidamente, e lo provano i numeri: il 25 per cento del traffico sul sito del Ft, ad esempio, viene effettuato attraverso i dispositivi mobili". Il quotidiano finanziario inglese farà pagare i contenuti a consumo: ci si registra gratis e si possono leggere un numero limitato di articoli, massimo otto, senza pagare. Una scelta analoga a quella del New York Times che utilizza un paywall personalizzato: simile e, in questo modo, si è garantito in un anno quasi 500mila abbonamenti a tariffazione flessibile: si va dai 99 centesimi di dollaro per quattro settimane gratis fino ai 20 dollari mensili con le app incluse. "Un altro grande quotidiano, il Guardian, ha scelto di continuare a offrire tutti gli articoli sul sito in forma gratuita; mentre il suo diretto concorrente, il Times, ha scelto di far pagare per tutti i contenuti". Il problema resta quello della raccolta pubblicitaria.

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Paypaljob.blogspot.com: 77 miliardi di dollari in oro nel 2011 e il trend delle tavolette

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77 miliardi di dollari in oro nel 2011 e il trend delle tavolette
Jan 23rd 2013, 08:00

L'oro in mano alle famiglie tedesche supera in valore i capitali investiti in azioni. Questo è il risultato segnalato da uno studio del politecnico berlinese Steinbeins: quasi 8mila tonnellate d’oro per un valore complessivo di 393miliardi di euro. Non solo in Germania, ma anche in Austria e Svizzera la corsa al lingotto è sempre più diffusa anche se non bisogna più parlare di lingotti perché gli investitori privati preferiscono ora puntare sul metallo giallo in dimensioni più piccole, come quelle di una carta di credito perché può essere più facilmente trasportabile e spendibile in caso di emergenza. In questo senso, il gruppo svizzero Valcambi, che fa capo al colosso minerario Newmont, ha deciso di estendere la vendita delle sue tavolette d’oro, che sembrano stecche di cioccolata, al mercato americano e a quello indiano. Le vendite di lingotti d’oro si sono aggirate attorno ai 77 miliardi dollari nel 2011, secondo i dati diramati dal World Gold Council. Di contro, erano appena 3,5 miliardi nel 2002. L'anno entrante si prevede che possa segnare un ulteriore crescita.

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martedì 22 gennaio 2013

Paypaljob.blogspot.com: La Nfc decolla in Cina

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La Nfc decolla in Cina
Jan 22nd 2013, 11:00

VeriFone Systems ha siglato un accordo con la società di telecomunicazioni China Mobile e Bank of China per gestire servizi di pagamento mobile con tecnologia Nfc a Shen Yang. La piattaforma VeriFone Paymedia Mobile consente ai commercianti e agli utenti di sviluppare e fruire di uno standard aperto per il mobile commerce disponibile da qualsiasi abilitazione. Migliaia di esercizi commerciali saranno dotati di pos Nfc per consentire il pagamento e il rimborso tramite smartphone sui punti vendita. Sarà quindi possibile offrire portafogli elettronici guidando i consumatori ai commercianti con offerte, promozioni e coupon digitali che possono essere utilizzati per completare le transazioni.

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Paypaljob.blogspot.com: Ue: 1 miliardo di euro l’anno di risparmio con la trasparenza bancaria

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Ue: 1 miliardo di euro l'anno di risparmio con la trasparenza bancaria
Jan 22nd 2013, 08:00

Come spiega la Stampa, "Arriva a giorni la direttiva europea sull’universalità dei conti correnti bancari, necessaria visto che 30 milioni di consumatori europei, il 7 per cento del totale, risultano ancora esclusi dai servizi di base. E’ una mossa ambiziosa, accoppiata al progetto di una stretta sui criteri di trasparenza dei prezzi allo sportello e a norme più precise per la portabilità dei rapporti con gli istituiti di credito". In sostanza, la Commissione ritiene che i costi per imprese e consumatori siano, in molti casi, più alti di quanto sarebbe opportuno e intende mettere in piedi un provvedimento che faciliti la transizione verso l’amministrazione elettronica, un processo che renda un miglior servizio e a un minor costo ai cittadini: "la stima è di poter risparmiare un miliardo di euro l’anno a livello continentale smaterializzando le transazioni e il dialogo fra pubblico e privato". Inoltre, Bruxelles cerca di liberare risorse "con un Libro verde sugli investimenti a lungo termine in cui misurerà l’impatto dei rafforzati requisiti di capitale sulle banche e cercherà di incoraggiare gli impieghi destinati a finanziare i progetti di infrastruttura. Siamo sulla via dei Project bond, che adesso entrano nella face pratica coi primi piani sperimentali: la Ue sborserà nei prossimi mesi 230 milioni che ritiene possano moltiplicarsi sino a portare 4-5 miliardi sul mercato delle infrastrutture per energia, trasporti e Tlc".

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lunedì 21 gennaio 2013

Paypaljob.blogspot.com: Corriere e Bocconi: i cc costano una media di 207 euro (più 25 per cento)

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Corriere e Bocconi: i cc costano una media di 207 euro (più 25 per cento)
Jan 21st 2013, 11:00

Una ricerca sui conti ordinari di dieci grandi banche condotta dall’Università Bocconi con il CorrierEconomia presenta risultati preoccupanti, a partire dal dato che le commissioni e le spese di chiusura hanno inciso sull'estratto conto di fine anno per il 30 per cento in più rispetto al dicembre 2010. "Nel resoconto di dicembre 2012, secondo una simulazione che prevede anche un mutuo, un prestito, il pagamento delle tasse (comunali comprese) e uno sconfino in assenza di fido, commissioni e spese incidono per 217 euro, contro i 159 euro di due anni fa". L’impennata evidente è quella sulle singole commissioni: "ora si paga quasi ovunque anche semplicemente per l’addebito della rata del mutuo: 1,5 euro in media, era praticamente zero nel 2010. E il canone della carta di credito è salito in media da 30 a 36 giuro, quello del Bancomat da 10 a 15 euro, i bonifici su altra banca allo sportello e con addebito in conto da 3,5 a 4 euro, il pagamento delle bollette Telecom da 2 a 2,5 euro". Per quanto riguarda le spese di chiusura è magicamente comparsa la commissione d’istruttoria veloce per chi sconfina in assenza di fido: "50 euro in un mese nell’ipotesi della Bocconi".

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domenica 20 gennaio 2013

Paypaljob.blogspot.com: La reputazione digitale e il servilismo

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La reputazione digitale e il servilismo
Jan 21st 2013, 06:41

La guardano le grandi aziende prima di assumere un dipendente, la tengono d'occhio la fidanzata e il fidanzato per valutare il comportamento del partner, ci fanno sopra un giro tutti coloro che intendono stringere rapporti di qualsiasi natura per capire in che densità di reti sociali ciascuno di noi si mantenga inserito. È la pagina Facebook (Twitter e tutti gli altri social network inclusi), il luogo digitale dove si approccia la personalità reale delle persone, molto di più e molto prima che di persona. Perché la propria reputazione, oggi, la si costruisce con almeno un migliaio di amici o di follower, contando i 'mi piace' snocciolati in bacheca lungo i propri post o le proprie immagini pubblicate, accatastando gruppi, partecipazioni ad aventi, adesioni e petizioni che intendiamo esporre come segni identificativi della nostra personalità e della personale idea di vita. Qualcuno scopre di essere stato lasciato dal partner notando che ha cambiato il proprio status in 'Libero', altri filtrano tutti i tweet politici di un possibile candidato a un posto di lavoro per capire il grado di ironia che riesce a sostenere dietro la distanza, un altro ancora viene invitato da una galleria a esporre i propri Photoshop perché colleziona 'mi piace', ha tra i suoi amici tre o quattro giornalisti di buona reputazione e sa indicizzare da dio sui motori di ricerca. La reputazione digitale è diventata imprescindibile e, questo, comincia a suscitare l'interesse degli studiosi. L’Università di Pittsburgh e la Columbia Business School, per esempio, in uno studio  pubblicato sul Journal of Consumer Research avvertono come la maniacale ricerca del 'mi piace’ sull’ultimo post di Facebook rischi di fare accrescere a dismisura l’autostima degli utenti dei social network influenzandone il comportamento. Sembra, insomma, che a rincorrere questa autostima digitale si finisca per perdere l’autocontrollo con il rischio di ritrovarsi ad accumulare chili e debiti: cercando l'approvazione della rete può accadere di mangiare compulsivamente, di perdere il controllo sulle spese e di crearsi un'idea di sé completamente distaccata dalla realtà. In effetti, esistono, in rete e in libreria, fior di siti e di guide con i trucchi per aumentare i 'mi piace' o i follower per i propri tweet e immagini, interessi o altro. Si trovano dritte, spesso a pagamento, per aumentare i fan della propria logorrea, senza considerare la possibilità che siano proprio queste guide e questi siti a utilizzare il sistema per aumentare i propri fan e le proprie entrate economiche. In ogni caso, anche nella più leggera delle relazioni digitali, si fa fatica a non notare che, sui social network e più in generale in rete, adulazione, cortigianeria e servilismo trovino un terreno particolarmente morbido in cui manifestarsi.

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