Come racconta Il Fatto Quotidiano, in un prossimo futuro tutti i documenti e le informazioni potranno essere conservati in brevi sequenze di Dna. "Ne sono convinti biologi molecolari e informatici dell'European bioinformatics institute (Embl-Ebi) di Hinxton, in Gran Bretagna, che sono riusciti ad archiviare 700 kb di dati, tra cui un file audio di 26 secondi del celebre discorso I have a dream di Martin Luther King e 154 sonetti di William Shakespeare, in 153mila brevi tratti di Dna. Il nuovo codice, illustrato sulla rivista Nature, è molto più versatile degli attuali sistemi di memorizzazione come hard disk e nastri magnetici, vulnerabili di fronte all'inesorabile corso del tempo". Il appena 41 grammi di Dna, per esempio, potranno essere archiviati i 90 petabyte di dati del laboratori di fisica delle particelle del Cern di Ginevra: il petabyte vale un milione di miliardi di bite. I biologici inglesi hanno inviato il Dna digitale via mail negli Usa dove sono stati tradotti in sequenze di Dna: "La fialetta con le informazioni, sottoforma di piccoli granelli biancastri, è stata poi rispedita al laboratorio europeo dove i ricercatori sono riusciti a decodificare i dati, attraverso il sequenziamento del Dna, con un tasso di fedeltà pari al 100 per cento". Compatto, privo di consumi energetici e in grado di durare migliaia di anni, il Dna "ha, secondo gli studiosi, un unico difetto: i costi ancora elevati di scrittura e lettura dei dati".
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