Il Rapporto Il costo sociale degli strumenti di pagamento in Italia condotto dalla Banca d'Italia illustra i risultati rilevati nel nostro Paese nel 2010 nell'ambito di "una più ampia iniziativa promossa dalla Banca Centrale Europea e con la partecipazione, su base volontaria, di singole banche centrali nazionali. L'indagine riguarda i costi sociali degli strumenti di pagamento, ossia i costi che la collettività sopporta per le risorse utilizzate dai diversi operatori economici per il regolamento delle transazioni". Il costo sociale complessivo di tutti i servizi di pagamento al dettaglio in Italia è stimato a oltre 15 miliardi di euro nel 2009 pari a circa l'1 per cento del Pil, ovvero 260 euro pro-capite a fronte di un numero complessivo di circa 27 miliardi di operazioni di pagamento in linea con il dato medio rilevato per i paesi europei partecipanti all'indagine. "La quota di costo per l'offerta dei servizi di pagamento (banche e infrastrutture) rappresenta circa il 49 per cento dei costi sociali complessivi (54 per cento la media europea), il rimanente 51 (46 nei paesi europei) è generato nell'area delle imprese. L'utilizzo del contante costa complessivamente al nostro sistema economico circa 8 miliardi di euro, pari allo 0,52 per cento del PIL (133 euro pro-capite): sono valori superiori alla media europea (0,40 per cento), ad eccezione dell'Ungheria (0,79 per cento) (tav. 8); differenze significative si rilevano rispetto a paesi più virtuosi" come la Danimarca e la Svezia, entrambe sotto lo 0,30 per cento". Nei paesi, come l'Italia, dov'è maggiore l'incidenza del contante negli acquisti, il costo sociale complessivo dei servizi di pagamento tende a essere più elevato. "Dall'indicatore riferito al PIL si desume che in Italia i costi del contante risultano 13 volte più elevati di quelli dei pagamenti con carte di debito e superiori di oltre 7 volte a quelli dei pagamenti con carte di credito. Gli stessi indicatori sono ridotti di oltre il 70 per cento nel caso di paesi come la Danimarca e la Svezia nei quali le analisi più recenti evidenziano un drastico spostamento verso le carte di pagamento negli acquisti al dettaglio". Per quanto riguarda gli esercenti il costo del contante "è stimabile nell'ordine di 4 miliardi di euro e nello 0,28 per cento circa del Pil. Mentre il costo per singola transazione farebbe apparire il contante come lo strumento di pagamento più economico per l'esercente, il confronto in percentuale del valore delle transazioni (e dunque in rapporto al fatturato dell'impresa) ne rivela invece un livello elevato (1,07 per cento), doppio di quello delle carte di debito (0,54 per cento), che del contante sono il più immediato sostituto".
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