Il Sole 24 Ore, dal Ces (Consumer Electronic Show) di Las Vegas, riporta, tra l'altro, lo sviluppo degli stanziamenti in pubblicità direzionato sempre di più verso la possibilità di sfruttare al massimo la tecnologia per raggiungere un target quanto più preciso possibile. A parlare è, per esempio, Marcus Brauchli, ex direttore del Wall Street Journal e ora direttore nuovi media del gruppo Washington Post: "La sfida su internet è complessa per i vecchi operatori della carta stampata ma è chiara: mantenere un pubblico quanto più vasto possibile e conoscerlo a fondo. Questo perché l’intreccio fra content, identificazione del mezzo per distribuirlo e la produzione di un reddito pubblicitario è sempre più stretto". Con un modello chiaro, quello del pagamento: in America, infatti, ci si va spartendo un mercato di pubblicità digitale che ammonta a 35 miliardi di dollari all’anno. Per la Cbs, la grande rete televisiva americana, ne vale la pena: "Per noi Internet è stato solo uno sviluppo positivo, il nostro compito è di sfruttare al massimo la pubblicità su Internet legata al content sia di intrattenimento che di notizie. Il modello funziona, molto tecnico, ma funziona, siamo in nero da anni e stiamo crescendo molto bene". In questo senso sta crescendo esponenzialmente la presenza delle aziende specializzate in software per controllare e identificare il traffico nei vari prodotti, soprattutto per strumenti come smartphone e iPad.
L’articolo 35 miliardi di dollari l'anno dalla pubblicità digitale sembra essere il primo su War on Cash.
